top
logo


Home more _ULTIMI TEMPI_02_ITA
PDF Stampa E-mail

ULTIMI TEMPI parte seconda_autori vari

 

Ma il segno dei tempi forse più importante è la storia recente di Israele. L'Antico Testamento, come è noto, ha sempre avuto nel popolo di Israele il suo obiettivo primario. Il profeta Ezechiele è quello che forse più manifestamente di altri sembra inquadrare nel contesto escatologico il ritorno del popolo eletto in Palestina. Nel capitolo 38, egli mette in relazione la guerra che avverrà "sul finire degli anni" (scatenata da "Gog di Magòg") col ritorno degli ebrei nella loro terra dopo la diaspora fra i popoli di tutto il mondo. Infatti, nel versetto 8 il Signore dice a Gog: "sul finire degli anni tu andrai contro una nazione che è sfuggita alla spada, che in mezzo a molti popoli si è radunata sui monti d'Israele, rimasti lungamente deserti. Essa rimpatriò dalle genti e tutti abitano tranquilli" e nel versetto 16 aggiunge: "Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Sul finire dei giorni Io ti manderò sulla mia terra perché le genti mi conoscano". Il profeta parla della restaurazione di Israele anche in 36,24 e 39,25-29. Ci sono accenni a questa restaurazione anche in Isaia (Is 11,11-12) e Amos (Am 9,14-15).

Dal 1948 Israele, dopo un esilio di quasi 2000 anni, si è ricostituita come nazione. La diaspora di Israele fra le nazioni era iniziata nel 70 d.C. con l'assedio di Tito a Gerusalemme. Ebbe poi il suo epilogo nel 133 d.C. quando, a seguito di varie rivolte scoppiate nella città, i romani deportarono lontano dalla loro terra quasi tutti gli ebrei rimasti (come Gesù stesso aveva profetizzato: "saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli" - cfr. Luca 21,24). Per cui, il rimpatrio degli ebrei in Palestina dopo l'ultima grande diaspora "sul finire dei giorni" di cui parla Ezechiele potrebbe essere con grande probabilità proprio quello avvenuto alla metà del secolo scorso[1], e ciò quindi ad ulteriore sostegno della tesi che ci troviamo già negli Ultimi Tempi. Una conferma della validità di tale interpretazione ci viene anche da una profezia della beata Anna Caterina Emmerich che attorno al 1820 scriveva: "Gli ebrei ritorneranno in Palestina e diverranno cristiani verso la fine del mondo"[2]. A sua riprova non resta a questo punto che l'adempimento della profezia sulla grande guerra di "Gog di Magòg".

Dunque abbiamo visto che Ezechiele nei capitoli 38 e 39 profetizza una grande e terribile guerra contro Israele che si verificherà "sul finire dei giorni". Tale guerra dovrebbe essere scatenata da una coalizione di stati che Ezechiele identifica con i nomi di alcuni discendenti di Noè (cfr. Genesi cap. 10):

·         Gog nel paese di Magòg, principe capo di Mesech e Tubal: vari studiosi sostengono che i discendenti di Magòg fossero gli Sciti, un'antica popolazione seminomade stanziata nell'area compresa tra il Don e il Danubio. Mesech e Tubal erano invece probabilmente popolazioni che vivevano nella regione compresa fra l'attuale Turchia orientale e il Caucaso. In tempi antichi una parte di queste tribù si spostò verso nord, nei territori oggi georgiani e russi. In passato la Russia è stata chiamata  per lungo tempo Muscovy, un nome che, secondo alcuni, trae origine proprio da Mesech. È possibile che i nomi moderni delle città russe di Mosca (in russo: Moskva) e Tobolsk, ma forse anche della capitale della Georgia Tbilisi, conservino elementi fonetici di Mesech e Tubal. Alcuni studiosi sostengono che in Ezechiele 38,2 il termine ebraico "ros", tradotto nella maggioranza delle versioni della Bibbia con "capo", potrebbe indicare in realtà l'antico nome del gruppo etnico da cui discendono i russi[3];

·         Persia: nel libro di Ezechiele è da intendersi probabilmente come la sede originaria del popolo persiano e corrisponde approssimativamente all'attuale provincia del Fars, nel sud dell'Iran (in questo contesto biblico non va confusa con l'Impero Persiano della dinastia Achemenide che si estendeva dal Mar Mediterraneo fino all’Indo e dai Mari Nero e Caspio fino al Golfo Persico e all’Oceano Indiano);

·         Etiopia (Kush): la Vulgata traduce il termine ebraico Kush con Aethiopia (troviamo Etiopia anche nella Bibbia C.E.I.). Secondo gli storici il paese di Kush sarebbe approssimativamente il Sudan odierno, ma nella Bibbia dovrebbe corrispondere a una vasta regione che comprende l'Egitto meridionale, il Sudan e parte dell'Etiopia di oggi;

·         Put: si ritiene che sia l'attuale Libia. Ma secondo alcuni studiosi sarebbe tutta la fascia settentrionale dell'Africa che comprende Libia, Algeria, Tunisia e Marocco;

·         Gomer: secondo alcuni studiosi, si riferirebbe a tribù che anticamente abitavano le regioni a nord del Mar Nero (Cimmeri). Alcune di queste antiche popolazioni migrarono nella parte centrale del continente europeo e, insediatesi inizialmente nell'area del Danubio superiore, si diffusero successivamente in quasi tutta l'Europa occidentale (Galli, Belgi, Britanni, Celtiberi), nell'Italia settentrionale, nei Balcani e in Asia Minore (Galati);

·         Togarma: si ritiene che sia la regione che va dalla Turchia sud-orientale all'Armenia;

·         "le estreme regioni del settentrione": si sono fatte svariate ipotesi, ma nessuna suffragata da prove certe. Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi dell'attuale Russia o di altri territori dell'ex Unione Sovietica; secondo altri si tratterebbe di regioni dell'attuale Europa.

[cfr. note 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14]

Come si può vedere troviamo qui elencati alcuni dei peggiori nemici di Israele dei nostri giorni.

Secondo quanto alcuni studiosi evincono dall’Apocalisse (Ap 16,12[15]), anche la Cina, forse alleata con altri stati asiatici, dovrebbe partecipare al conflitto. Questi interpreti, partendo dall'assunto che nel libro di S. Giovanni la guerra del capitolo 16°[16] coincida con quella descritta nel capitolo 9°[17], concludono che questa coalizione di stati asiatici parteciperà al conflitto con un imponente esercito di circa 200 milioni di uomini (cfr Ap 9,16). Questo numero probabilmente è solo simbolico e sta ad indicare semplicemente una grande moltitudine. Tuttavia non è neanche da escludere che si tratti di un numero reale: se consideriamo che non è mai esistita, nei secoli passati e ai giorni nostri, un'altra nazione altrettanto popolosa e temibile dal punto di vista militare come la Cina odierna, capace all'occorrenza di mettere assieme un esercito smisurato[18]. Secondo il rapporto "World Factbook 2008" della CIA, la Cina può contare già oggi su oltre 600 milioni di persone abili al servizio militare (circa 313 milioni di uomini e 295 milioni di donne), e senza dubbio questo numero è destinato ad aumentare sensibilmente nel giro di pochi decenni, considerando lo straordinario dinamismo demografico delle popolazioni asiatiche. È singolare come la particolare foggia con cui nel capitolo 9° vengono rappresentati cavalli e cavalieri (Ap 9,17-19[19]) ricordi molto da vicino gli equipaggiamenti militari e gli armamenti in uso nelle guerre dei giorni nostri, e l'esito terribile di questo immane scontro bellico non può non richiamare alla mente gli estesi e devastanti effetti sulle popolazioni dell'impiego di armi chimiche e nucleari nelle guerre del XX secolo. Pur tenendo conto che qui ci troviamo davanti ad una visione, che in quanto tale può contenere elementi che vanno letti in chiave simbolica, non possiamo comunque escludere che certe immagini ed eventi che in essa vengono evocati siano da interpretare letteralmente. E in quest'ottica non si può non notare che tali immagini ed eventi sembrano avere molta più attinenza con l'epoca attuale che con qualsiasi altra epoca passata, e ciò dovrebbe far riflettere... [20]

Per cui, sia il ritorno degli ebrei nella loro terra avvenuto nel XX secolo, sia la singolare concordanza fra la coalizione di nazioni che attaccherà Israele "sul finire dei giorni" (menzionata da Ezechiele) e i nemici dello Stato ebraico nello scacchiere mediorientale e internazionale dei nostri giorni, ci paiono degli eventi/segni estremamente significativi che avvalorano la tesi che il mondo si trova già in prossimità della fase conclusiva della sua storia: gli "Ultimi Tempi".

Israele è dunque il riferimento più importante per chi studia le profezie bibliche, un riferimento essenziale per inquadrare e comprendere appieno gli avvenimenti di un futuro forse non lontano che riguarderanno non soltanto il Medio Oriente ma il mondo intero, non solo il popolo ebraico ma l'intera umanità.

Vorremmo concludere dicendo che con questa breve introduzione non avevamo la pretesa di fornire un quadro certo e infallibile della cronologia degli avvenimenti futuri (solo Dio conosce ed è arbitro del futuro), né tanto meno un resoconto esaustivo delle profezie escatologiche della Bibbia. Abbiamo cercato di presentare, in maniera volutamente schematica e sommaria, questa materia molto complessa e dibattuta, illustrando brevemente alcune tesi sulle relazioni e sulle concordanze tra profezie bibliche ed avvenimenti dei nostri giorni, così come vengono proposte dagli studiosi di questa materia. E abbiamo cercato di farlo nel pieno rispetto e nell'osservanza degli insegnamenti della Chiesa, evitando ogni tesi che contraddicesse la dottrina cattolica. Nel tentativo di gettar luce sulla cronologia e sul senso degli eventi, abbiamo fatto anche riferimento ad alcuni scritti di padri e dottori della Chiesa azzardando inoltre - come si sarà notato - un approccio poco convenzionale: lo studio comparato con le rivelazioni private dei santi e dei mistici cattolici. Un approccio che forse i puristi dell'esegesi biblica moderna potranno considerare poco ortodosso se non addirittura inappropriato, ma che a noi pare utile per cogliere il senso di certe profezie bibliche che a tutt'oggi anche in ambito accademico sono considerate oscure e controverse.

Questa breve dissertazione, nelle nostre intenzioni vorrebbe essere un invito ad approfondire la conoscenza delle tematiche escatologiche per tentare di meglio comprendere i tanti avvenimenti dei nostri giorni che, a parere di molti studiosi (sia in ambito cattolico che di altre confessioni cristiane), in virtù della loro concordanza con le profezie bibliche e con le rivelazioni private, indicherebbero l'imminenza di eventi epocali per tutta l'umanità; eventi che nella Bibbia erano stati preannunciati già migliaia di anni fa.

"Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino..." (Marco 13,35).

 

N.B.: tutti i passi biblici riportati sono tratti dalla Bibbia CEI

Note:

1) Questa profezia di Ezechiele sulla dispersione e sul successivo ritorno nella sua terra del popolo di Israele, viene riferita da alcuni commentatori alla cattività babilonese del 6° secolo a.C.. A questa interpretazione si potrebbe facilmente obiettare che se qui Ezechiele sta parlando del rimpatrio dopo la prigionia babilonese allora non si spiega come mai al capitolo 36 si dice: "Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo" (Ez 36,24). La frase "da ogni terra" infatti sembrerebbe indicare una molteplicità di luoghi nei quali si sarebbe consumata la diaspora, e non uno solo come avremmo invece se si parlasse di Babilonia. Ma anche ammettendo che il passo in questione riguardi la liberazione del popolo ebraico dall'esilio in Babilonia, ciò non esclude affatto la possibilità che in esso sia profetizzato anche il ritorno nella Terra Promessa avvenuto nel secolo scorso dopo la diaspora iniziata nei primi due secoli dopo Cristo. Infatti nella Bibbia eventi diversi ma assimilabili, verificatisi a distanza anche di secoli l’uno dall’altro, possono essere riassunti talvolta in un’unica profezia. Per cui è plausibile che questa promessa che Dio fa attraverso Ezechiele riguardi non solo uno ma due momenti distinti nei quali Israele ha fatto rientro nella sua terra dopo la dispersione “fra le genti”. Ma il compimento ultimo della profezia riguarda evidentemente soprattutto gli Ultimi Tempi. Altrimenti non si capirebbe l’espressione “sul finire degli anni”: infatti l’offensiva di Gog contro Israele (che appunto avrà luogo, secondo le parole di Ezechiele, “sul finire degli anni”) e il ritorno del popolo ebraico nella sua terra paiono essere in questo passo concomitanti o comunque relativamente vicini nel tempo.
2)
R. Gerald Culleton, "The Prophets And Our Times", Rockford (Illinois, USA), Tan Books, 1941.
3) Fra questi studiosi vi è anche Wilhelm Gesenius (1786–1842), considerato uno dei più importanti studiosi moderni della lingua e della cultura ebraica. Gesenius afferma che in Ezechiele 38 e 39 la parola "ros" sarebbe il "nome proprio di una nazione del nord menzionata assieme a Mesech e Tubal; si tratta senza dubbio dei russi, che venivano indicati dagli scrittori bizantini del decimo secolo con il nome di Ros, ed erano stanziati a nord del Tauro" (cfr. Wilhelm Gesenius, "Gesenius’ Hebrew-Chaldee Lexicon to the Old Testament" — Reprint, Grand Rapids: Eerdmans Publishing Company, 1949 — 752). Varie versioni della Bibbia (ma non quella C.E.I.) riconoscono nel termine ebraico "ros" un nome proprio e traducono quindi i passi in questione come "principe di Ros, Mesech e Tubal" anziché "principe capo di Mesech e Tubal". La tesi che nel libro di Ezechiele "ros" sia un nome proprio è ulteriormente avvalorata dal fatto che nel versetto 66,19 di Isaia, Ros è il nome di un popolo che viene citato assieme a Mesech e Tubal: "Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal" (Is 66,19. Il nome "Ros" figura, inserito in questo passo di Isaia, in varie versioni della Bibbia tra cui anche quella C.E.I.).
4)
Flavio Giuseppe, "Antichità giudaiche", libro I, cap. VI (Josephus, "Antiquities of the Jews", trad. da W. Whiston, 1898; da "The works of Flavius Josephus", London, Routledge).
5) Samuel Bochart, "Geographia Sacra seu Phaleg et Canaan", Caen, 1646.
6) "The International Standard Bible Encyclopedia", edited by Geoffrey W. Bromiley, Wm. B. Eerdmans Publishing Co., 1915.
7) "Dictionary of the Bible", edited by William Smith, London, John Murray, 1863.
8) "Easton's Bible Dictionary", by Matthew George Easton, published by Thomas Nelson, 1897.
9) "Young's Analytical Concordance", by Robert Young, Hendrickson Publishers, 1980.
10) Isidoro di Siviglia, "Etymologiae", libro IX, cap.
II.
11) Gaetano Moroni, "Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni", vol.
LXXII, pagg. 294-295; Tipografia Emiliana, Venezia, 1855.
12) Arthur C. Custance, "Noah's Three Sons", Zondervan Publishing House, 1978.
13) "True origin of the peoples of eastern Europe", History Research Projects.
14) Wikipedia:
Gog and Magog, Magog, Meshech, Tubal, Gomer, Togarmah, Phut, Kush, Celti.
15)
"Il sesto [angelo] versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufràte e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell'oriente" (Ap 16,12).
16) cioè la guerra che inizia dopo che il sesto Angelo ha versato la sua coppa nell'Eufrate in Ap 16,12.
17) cioè la guerra che segue il sesto suono di tromba di Ap 9,13.
18) Al tempo di S. Giovanni un esercito così numeroso era assolutamente inconcepibile. Basti pensare che si stima che nel 1° secolo d.C. l'intera popolazione mondiale ammontasse ad appena 170-190 milioni di individui (dati
U.S. Census Bureau).
19) "Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo. Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco, fumo e zolfo. Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell'umanità. La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code; le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse nuociono" (Ap 9,17-19).
20) Immaginiamo per un attimo che un contemporaneo di S. Giovanni venga portato nel XXI secolo per scrivere la cronaca di una guerra di oggi: siamo sicuri che il suo resoconto sulle tecnologie belliche odierne sarebbe poi così diverso dalla visione di formidabili "cavalli e cavalieri" che l'autore dell'Apocalisse ebbe duemila anni or sono...? Bisogna comunque ammettere che qui siamo nel campo delle congetture: non abbiamo alcun riscontro certo per affermare che i passi in questione riguardino il nostro presente o un futuro prossimo, né tantomeno che questa guerra sia la stessa di Ezechiele capp. 38 e 39. Questi passi potrebbero anche riferirsi al conflitto escatologico che si combatterà dopo l'Era di Pace, al tempo dell'Anticristo.

 

bottom